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 Il libro delle meraviglie. Viaggi nella letteratura araba

 

L’Officina di Studi Medievali organizza dei seminari e dei laboratori di Letteratura araba online tramite la piattaforma Zoom Meeting (OSM).

 

La direzione scientifica è a cura di:

 

  • Gianluca Saitta (Dottore di ricerca e docente presso l’Università Sorbonne Nouvelle - Parigi)

 

  • Yousra Haddaoui (Docente di lingua araba presso l’Istituto Bourghiba des Langues Vivantes - Tunisi e l’Officina di Studi Medievali - Palermo)

 

 

Programma:

 

  • 15 maggio 2021

ore 09.30-10.30: seminario di letteratura

ore 11.15-12.15: laboratorio sui testi in arabo (livello di lingua araba medio-avanzato)

 

Separazione, nostalgia e viaggio nella poesia araba preislamica

In questo seminario saranno presentati i temi principali della qaṣīda (componimento poetico) d’epoca preislamica (VI-VII s.) attraverso le tre parti costitutive, ma non esclusive, di questo genere. Il nasīb (preludio amoroso) e i temi ad esso connessi: memoria di donne amate e di luoghi perduti, dolore e nostalgia, separazione. Il tema del viaggio attraverso il deserto (raḥīl), le descrizioni della flora ma soprattutto della fauna, in particolare la cavalcatura del poeta. Infine lo scopo del componimento: encomio, autoelogio, invettiva etc. Questi elementi saranno letti alla luce di alcune interpretazioni che tendono a considerare gli eventi narrati nella qaṣīda preislamica come une prova iniziatica: un amore finito al cui dolore l’uomo della tribù non può soccombere in una società che esige, tra le virtù del beduino, un totale dominio dei propri sentimenti. Il viaggio diventerà dunque un percorso di apprendimento che sarà coronato dalla vittoria sul “mal d’amore” e che permetterà al poeta di far emergere le virtù essenziali della società dell’epoca come il coraggio e la generosità. Questi elementi saranno altresì letti alla luce del contesto storico e socio-culturale dei nomadi arabi del VI secolo: ambiente geografico, organizzazione sociale, ruolo del poeta, riti e credenze preislamiche.

 

 

  • 22 maggio 2021

ore 09.30-10.30: seminario di letteratura

ore 11.15-12.15: laboratorio sui testi in arabo (livello di lingua araba medio-avanzato)

 

Passione e follia nel mito di Maǧnūn e Laylā, tra poesia d’amore e prosa medievale

La poesia amorosa araba (ġazal) si distingue in due correnti principali, una “scuola” detta “urbana” e un’altra “beduina”. In quest’ultima l’amore è concepito come un’esperienza totalizzante e unica, pura e perfetta ma sempre impossibile e dolorosa. La massima espressione di questo modello è rappresentata dal dīwān attribuito al poeta, forse mai esistito, Qays Ibn al-Mulawwaḥ (VII s.), soprannominato Maǧnūn, il pazzo di Laylā, la donna che gli fu negata arrecandogli un dolore tale da condurlo alla follia. Questa storia, ripresa da più fonti, aprirà la strada ad una lunga tradizione letteraria, non solo araba, in cui la leggenda di questo amore impossibile si trasformerà in mito. Esemplare è la ricostruzione di questa storia nel Libro dei canti del letterato Abū al-Faraǧ al-Iṣfahānī (X s.), attraverso la quale ripercorreremo le ragioni della follia di Maǧnūn, le sue peregrinazioni, i segni psicologici e fisici di una follia che trasformeranno l’uomo in essere inselvaggito, ma il cui amore per Laylā resterà fino alla sua morte une delle manifestazioni più pure e divine del suo animo umano.

 

 

  • 29 maggio 2021

ore 09.30-10.30: seminario di letteratura

ore 11.15-12.15: laboratorio sui testi in arabo (livello di lingua araba medio-avanzato)

 

Speculum principis o su come consigliare il principe nella letteratura araba medievale: l’esempio di Kalīla e Dimna

La letteratura araba medievale abbonda di opere in prosa destinate all’edificazione morale del principe, al crocevia tra filosofia, teologia e adab. Il consigliere (teologo, giureconsulto, segretario, asceta), detentore della conoscenza, ha l’importante e delicato compito di istruire il principe, illustrando l’importanza di un buon governo per sé e per la comunità, i benefici che ne trarrà in questa vita e nell’altra, nonché i rischi in cui incorrerebbe altrimenti. Il sovrano ha in effetti il dovere di far regnare la giustizia e l’ordine sulla Terra a fronte di un potere conferitogli da Dio. Tra gli esempi più importanti di questa letteratura ritroviamo il libro Kalīla wa Dimna, opera di origine indiana tradotta in arabo dal persiano da Ibn al-Muqaffa‘ (VIII s.), che ne compose l’introduzione e ne riorganizzò il contenuto. L’opera si presenta come una raccolta di favole di animali, metafore dei modelli e dei contro-modelli morali destinati all’edificazione morale dell’élite: il califfo e il suo entourage. A quest’ultimi, nonché al lettore di oggi, sono offerti due espedienti per fuggire alla visione deterministica e di predestinazione che attraversa l’opera e che sembra governare il creato: la ḥīla (astuzia) e lo ‘aql (intelletto), un duplice concetto che sarà analizzato durante il seminario.

 

 

 

 

 

  • 5 giugno 2021

ore 09.30-10.30: seminario di letteratura

ore 11.15-12.15: laboratorio sui testi in arabo (livello di lingua araba medio-avanzato)

 

Le rappresentazioni del paesaggio e della natura nella letteratura araba

L’evocazione della natura e la descrizione del paesaggio sono al centro di numerose composizioni della letteratura araba, tanto in poesia che in prosa, dando luogo anche ad alcuni generi specifici come le zahriyyāt e le rawḍiyyāt, poemi di fiori e di giardini. Queste rappresentazioni sembrano fondarsi su dei codici descrittivi ed estetici fissi che perdurano inalterati nello spazio e nel tempo nella letteratura araba. Secondo gli studiosi sarebbero due le fonti letterarie all’origine di queste rappresentazioni: in primo luogo la poesia preislamica, il cui contributo risiede nelle descrizioni dei fenomeni atmosferici, l’osservazione degli astri e più in generale del cielo. Il secondo è invece il Corano e le descrizioni del giardino idealizzato del paradiso. A partire da alcune composizioni in prosa e poesia d’epoca medievale e tardo-medievale provenienti dello Yemen, lo scopo di questo seminario è dunque quello di illustrare le caratteristiche principali delle descrizioni della natura e del paesaggio nella letteratura araba, il simbolismo accordato ad alcune specie vegetali, nonché di mostrare l’intertestualità profonda di alcune di queste opere, cioè la maniera in cui queste descrizioni fanno riferimento in modo allegorico a delle questioni ideologiche politiche e religiose vissute dalle società in questione.

 

 

  • 12 giugno 2021

ore 09.30-10.30: seminario di letteratura

ore 11.15-12.15: laboratorio sui testi in arabo (livello di lingua araba medio-avanzato)

 

La Sicilia e Palermo nella letteratura dei grandi geografi e viaggiatori arabi medievali.

Il seminario si propone di presentare attraverso l’opera di alcuni geografi e viaggiatori arabi medievali, le descrizioni della Sicilia, e in particolare di Palermo, contenute all’interno delle loro opere. Il resoconto di viaggio, riḥla in arabo, è un genere letterario le cui origini si fanno risalire al IX secolo e che attraverserà tutta la letteratura araba fino all’epoca moderna. All’origine si tratta di racconti di viaggio riportati da mercanti e ambasciatori, o ancora da sapienti, grammatici e teologi partiti alla ricerca di nuove esperienze e di sapere. Tuttavia nell’occidente musulmano, questo genere sarà sempre più legato al racconto di un viaggio intrapreso per effettuare il pellegrinaggio. Il primo viaggiatore di cui parleremo in questo seminario è Ibn Ḥawqal (X s.), geografo arabo che visitò la Sicilia e Palermo nel X secolo, durante la dominazione araba. Il secondo, Ibn Ǧubayr (XIII s.), invece, soggiornò brevemente in Sicilia durante il viaggio di ritorno dal pellegrinaggio ai luoghi santi dell’islam. Le due testimonianze sono preziose e ci offrono una descrizione di Palermo in due momenti storici ben differenti. Il resoconto del primo, in particolare, è utile dal momento che le nostre informazioni e le fonti sulla Palermo islamica del X secolo sono oggi estremamente ridotte. Quanto al secondo, il suo racconto si situa in un’epoca in cui la città è ormai sotto la dominazione dei Normanni. Il seminario si propone, attraverso l’opera di questi due viaggiatori arabi, di operare un confronto sulle descrizioni della città di Palermo in epoca medievale.

 

 

 

Totale 10 ore (5 ore di seminari e 5 di laboratori)

 


Partecipanti:

Per l’attivazione dei Seminari e Laboratori è necessario raggiungere un minimo di 10 partecipanti.

 Costi di partecipazione:

L’iscrizione è aperta al “Modulo Seminari e Laboratori” o “Modulo Seminari

 

  • €uro 70,00 per Modulo Seminari e Laboratori (10 ore)
  • €uro 40,00 per Modulo Seminari (5 ore)

 

La quota prevede:

  • Eventuale materiale didattico fornito in dispense inviato via mail o WhatsApp.
  • Rilascio attestato di frequenza

 

 

 

Modalità di pagamento:

 

Il pagamento a favore di OFFICINA di STUDI MEDIEVALI potrà effettuarsi nei seguenti modi:

 

 

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